Una nuova prospettiva per la riabilitazione e il movimento

Il movimento è la prima forma di espressione che abbiamo nel momento in cui nasciamo. Prima ancora di imparare a parlare, l’unico modo che abbiamo per esprimere noi stessi è il movimento: un bambino che non vuole la pappa gira la testa da un’altra parte per dire “non lo voglio”, ancora non sa dire “no”.
Per alcune persone affette da patologie gravi, la gestualità è il solo metodo che hanno per interfacciarsi con il mondo.
Per esperienza personale, e quella di tante altre persone che ho incontrato nella mia carriera, il movimento può cambiare la vita, e molto spesso può anche salvarla.
Dopo più di 20 anni di esperienza nel campo del fitness, ho desiderato saperne di più: per questo motivo ho deciso di riprendere gli studi e trasformare una passione in un lavoro.
Spesso si pensa che un istruttore o un fisioterapista, siano figure che si occupino semplicemente di far svolgere esercizi ad altre persone.
Dopo anni di pratica e di studi, sono giunto alla conclusione che occuparsi di una persona, con il fine di riabilitarlo, o di migliorare e/o incrementare le sue prestazioni fisiche, è una scienza esatta che richiede un approccio il più possibile personalizzato per le esigenze dell’individuo. 
È quello che io chiamo

Kinesiodesign

Il movimento pensato, progettato e incentrato sulle esigenze della persona.
Occorre infatti pensare al movimento come a un contenitore che raccoglie a sé, 3 grandi aree:
aspetti fisici
aspetti psichici ed emotivi
aspetti patologici
impossibili da trattare separatamente.